http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/...etancourt.shtml
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/e...t-liberata.html
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/...etancourt.shtml
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/...sono_farc.shtml
Bogotą, 2 luglio 2008
Ingrid Betancourt e altre 14 persone tenute in ostaggio dalle Farc sono state liberate. Lo ha annunciato il ministro della difesa colombiano Manuel Santos. [size=Insieme alla franco-colombiana Betancourt, da piu' di sei anni ostaggio delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, sono stati liberati anche tre contractor americani del Pentagono. Si tratta di Marc Gonsalves, 35 anni, Tom Howes, 54, e Keith Stansell, 43, rapiti nel febbraio del 2003 dopo aver avuto un incidente con il loro aereo nel corso di una missione di pattugliamento anti-droga. L'esercito di Bogota' ha liberato anche 11 tra agenti e soldati colombiani.]
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L"operazione Scacco' messa in campo dall'esercito colombiano ha posto fine al dramma di Ingrid Betancourt e di altri quattordici ostaggi da anni nelle mani delle Farc. La candidata alle presidenziali colombiane, che ha anche passaporto francese, torna dunque a casa, in condizioni di salute "ragionevolmente vbuone"; e vengono spazzati dunque via i timori che fosse in precarie condizioni se non addirittura morta.
Le ultime immagini della donna erano arrivate tramite un filmato e diverse fotografie che tre miliziani delle Farc avevano con se' al momento del loro arresto, il 30 novembre scorso. Le immagini risalivano al 24 ottobre. Nel video Ingrid Betancourt appariva in una foresta, seduta in catene insieme ai tre vigilanti americani rapiti dai guerriglieri filo-marxisti. Betancourt sedeva a un tavolino e appariva magra, con i lunghi capelli sciolti sulle spalle.
Nei mesi scorsi era anche arrivata una lettera alla madre, Yolanda Pulecio,in cui diceva di non farcela piu'. "Ogni giorno perdo un po' di me stessa", perche' "qui la vita non e' vita". Nella missiva raccontava i suoi cinque anni in cattivita', gli stenti della vita nella giungla, il lugubre tedio del susseguirsi di ogni giorno uguale all'altro.
"Come ti dicevo, la vita qui non e' vita, e' una lugubre perdita di tempo. Vivo o sopravvivo in un'amaca tesa tra due pali, coperta con una zanzariera e una tenda in cima a dare da tetto, con la quale posso pensare di avere una casa". "Fisicamente sono in un pessimo stato: non mangio piu', ho l'appetito bloccato, i capelli mi cadono a ciocche". "Non ho voglia di nulla perche' l'unica risposta qui nella giungla e' 'no'. E' meglio, allora, non desiderare nulla per rimanere almeno privi del desiderio'.
Ingrid si lamentava con la madre perche' il tempo nella selva era interminabile: depressa, triste, senza forze, la donna descriveva le sue giornate senza oggetti personali (l'unico lusso che le era concesso dai guerriglieri era una Bibbia), con la necessita' di esser sempre pronto a raccogliere tutto e mettersi in marcia per fuggire e trovare un altro rifugio. "In qualunque momento possono chiederti di metter via le tue cose, e tutti devono esser pronti a dormire in un buco o sdraiarsi da qualche parte come un animal".
"Da tre anni chiedo un'enciclopedia per leggere qualcosa, per imparare qualcosa, per mantenere viva la mia curiosita' intellettuale. Qui nulla dura, l'incertezza e la precarieta' sono l'unica costante". Anche il fatto di essere l'unica donna nel gruppo di ostaggi era un problema: "Prima mi godevo ogni bagno nel fiume, ma poiche' sono l'unica donna lo faccio praticamente vestita". "Sono debole, intirizzita, sembro un gatto che si avvicina all'acqua". Ma adesso tutto questo e' finito e la Betancourt e' tornata a casa.
Fisiere atasate
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